Cabras, riunione infuocata coi pescatori di ricci. Ipotesi riduzione area marina protetta?

C’è anche la riduzione dei confini dell’Area Marina Protetta Penisola del Sinis Isola di Mal di Ventre tra le ipotesi fatte durante la riunione tra Sindaco di Cabras e ricciai. Un’assemblea molto accesa, sintesi perfetta dello stato d’animo che stanno vivendo i pescatori di ricci: rabbia, per l’azzeramento del reddito a cui hanno dovuto sottostare quest’anno. In area marina, i concessionari di regolare licenza, circa sessanta, non sono potuti entrare in acqua neanche un giorno. Il motivo è sempre lo stesso: ripopolamento della risorsa, che ormai scarseggia. Lo stessa motivazione per cui, per 3 anni, non si potrà pescare neanche altrove, a fronte di indennizzi ai pescatori, impegnati in altre attività, quali la pulizia dei fondali. Fuori dai confini dell’area marina, però, quest’anno si è pescato fino al 22 Gennaio. Nel Sinis no. E allora, la richiesta è quella di poter fare almeno venti giornate entro la fine di Marzo. Poi si lavorerà ad altre ipotesi.

Di fronte ai pescatori, il Sindaco Andrea Abis, nelle vesti di presidente dell’Area Marina, il direttore Massimo Marras e l’assessora alla pesca Alessandra Pinna. Non sono mancati i momenti particolarmente accesi, con toni della discussione piuttosto alti. Il nervosismo era palese e motivato: “Non lavoriamo da 3 anni, l’ultimo è stato il 2019” è stato più volte ribadito. Il Sindaco Abis ha risposto che nei suoi poteri non c’è quello di aprire le giornate di pesca: “Occorre andare al ministero – ha spiegato -, ma ho bisogno di essere accompagnato anche dai rappresentanti della Regione. D’altronde sono loro che hanno cambiato le carte in tavola, rispetto a quello che avevano promesso qualche mese fa”. Tra le ipotesi paventate, da portare al tavolo ministeriale, c’è stata poi quella di ridurre i confini dell’Area Marina: “Non è possibile limitare l’attività in 27 chilometri di costa – hanno detto i pescatori -. È un’area troppo vasta e siamo fortemente penalizzati”.

I ricciai in sala durante la riunione

“Domani mattina chiederemo un incontro all’assessore regionale della Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis – ha dichiarato in chiusura Andrea Abis -. Domanderemo l’autorizzazione ad alcuni giorni di raccolta per attenuare il problema socio-economico, ma soprattutto presenteremo l’esigenza di un supporto perché si metta in piedi un progetto serio per la modifica dell’Amp, nel rispetto della sostenibilità della pesca e del ripopolamento del mare. La nostra proposta sarà quella di ideare un nuovo piano di gestione a lungo termine che metta a disposizione degli indennizzi per sopperire il periodo di fermo. Non è corretto – conclude Abis – che il costo della tutela dell’ambiente sia totalmente a carico del comparto pesca”. A margine della riunione, Sindaco e ricciai hanno concordato di recarsi insieme dall’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, per sostenere le ragioni del forte malumore

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