Processo malasanità oristanese. Trucchi nei concorsi e pressioni in ospedale

Concorsi truccati e clima intimidatorio in ospedale. Il quadro dell’accusa, nel processo Ippocrate, si sta già delineando, nonostante quella odierna fosse solo la seconda udienza. Tra i testimoni chiamati dai pubblici ministeri Mammone e De Crescenzo, il luogotenente della Guardia di Finanza, Alessandro Enna e l’ex ginecologo ospedaliero Bruno Lacu.

Riportando fatti specifici, il responsabile delle indagini condotte dalla Finanza ha parlato dei file che sono stati sequestrati dal computer di Salvatore Manai, il capo degli infermieri del blocco operatorio, sul concorso per ostetrica. Quei file, col titolo “Quiz-ost-gin-rif” riportavano le domande del concorso, fatte avere in anticipo ad alcune partecipanti alla selezione. Gli stessi documenti sono stati trovati anche in alcuni pc e pennine usb sequestrate alle ostetriche.

Non solo. In aula sono state mostrate anche le buste contenenti le domande, firmate da Antonio Succu, capo della commissione esaminatrice. Quelle destinate alle future vincitrici erano riconoscibili (quindi contenevano le domande date in anticipo), perché il nome era riportato in un punto specifico della busta, in modo tale che fosse facilmente riconoscibile. Al momento della consegna dei vari compiti, che in teoria devono essere anonimi, Antonio Succu metteva la firma al centro della busta, solo per le sei candidate che poi saranno assunte.

Dopo il luogotenente Enna, sul banco dei testimoni è arrivato Bruno Lacu, ginecologo del San Martino, che partecipo’ alla selezione per il posto di primariato, assegnato al collega Succu. Il pubblico ministero Marco De Crescenzo lo ha incalzato sul concorso per ostetrica. Così Bruno Lacu: “Nel reparto si parlava di “combine”, già prima del concorso. Un giorno, in sala travaglio c’erano tutte le ostetriche e tutte le infermiere. Durante il giro, il dottor Succu, tra il serio e il faceto, disse alle ragazze di ricordarsi che ci sarebbero state le elezioni regionali e che il concorso sarebbe stato a breve. Gli dissi di stare attento perché stava comprando i voti”. A questo proposito, Lacu ha anche dichiarato che nel reparto, prima del concorso, ci fu un boom di iscrizioni al Partito dei Sardi. Le dichiarazioni di Bruno Lacu sono particolarmente piccanti, anche quando ha raccontato un episodio post-concorso: “La dottoressa Milano (colei che aveva preparato le domande, ndr) mostrò in reparto, e lo mise sui social, un bracciale che le era stato regalato dalle ostetriche vincitrici del concorso, in segno di riconoscenza”.

Il discorso si è poi spostato sulla dottoressa Bosu, una delle vincitrici del concorso: “Aveva un’ottima mano, ma di tutta l’equipe era la meno portata per fare l’ostetrica. La sala parto non era la sua specialità medica”. Le parole sono quelle di un tecnico, che ha lavorato per 40 anni in ginecologia ospedaliera. Al San Martino, ci furono anche pressioni su alcune ostetriche: “Volevano far cambiare ruolo ad alcune di loro, per assumerne delle altre”.

Il Dr. Lacu fu direttore sanitario del San Martino per tre mesi. “Me lo chiesero tre consiglieri regionali del centrodestra. Mi dimisi quasi subito per due motivi: uno economico, non mi conveniva, e l’altro politico, quando vidi l’immobilismo dei consiglieri regionali oristanesi davanti alle assunzioni di personale, che arrivavano quasi esclusivamente dalla zona di Macomer”.

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